Fatevene una ragione: non guidate un'auto, guidate un RAV4. Per quanto possiate cercare di non uscire mai dall'asfalto, andare in giro solo con il sole, lavarlo e lucidarlo una volta la settimana, prima o poi vi capiterà di "guidarlo" sul serio.

Capiterà all'improvviso, quando sotto un nubifragio sarete costretti a fare in piena città un guado di 40 centimetri, sorpresi dalla prima nevicata senza catene nel bagagliaio, quando vi troverete che il navigatore ha toppato e... la strada asfaltata è finita.

Allora, giocoforza, avrete scoperto che guidate un RAV4 e non un'auto. Qualche scricchiolio? Si, certo. Qualche plastica un po' delicata? Assolutamente si. Pochi gadget sul cruscotto? Per fortuna!

Queste pagine sono dedicate ai ricordi di quei momenti, per qualcuno fortuiti per altri cercati, ma comunque indimenticabili. Come condividere quei ricordi? Facile, basta mandare una email con il vostro racconto (e se volete qualche foto di corredo) all'indirizzo experience@rav4.it per vederlo pubblicato  e votato qui. Forza RAVver, sotto con la penna!

N.B. Le foto pubblicate nei racconti sono visualizzate in base 800 pixel per esigenze di impaginazione. Effettuandone il download (tasto dx del mouse, salva immagine...) verranno scaricate sul vosto pc a dimensione effettiva.


Jansolo Experience
 

E’ passato  esattamente 1 mese dal il suo acquisto, e finalmente ho potuto conoscere il mio Milleniun Rav  anche in off-road e apprezzarlo a 360°. Preciso che io ho un “trascorso” da motociclista endurista per circa 11 anni, e quindi le strade bianche, mulattiere o altro li conosco molto bene, ma ovviamente il tutto rapportato a due ruote e non quattro e quindi il mio approccio all’esperienza automobilistica e stata basata sul rispetto del mezzo che non conosco e delle situazioni che si possono incontrare. Ma veniamo  a noi e al battesimo del fuori strada. Con mia moglie decidiamo  di ritornare in un luogo dove non eravamo stati più di 15 anni fa… il ghiacciaio del Sommellier a quota 3009 m.   Partiamo, e tra i “Ti ricordi di quando …”  e le domande spieghiamo a nostra figlia cosa combinavamo quando, più giovani,  tutti i fine settimana scorrazzavamo per le mulattiere dell’Alta Val di Susa  e dintorni, non ci accorgiamo di essere arrivati a Bardonecchia e iniziare a salire per una stradina, che piano piano si restinghe e che arriviamo alle case in pietra di Rochemolles.    Purtroppo ad aspettarci un cartello che indica che il transito oltre il Rifugio Scarfiotti, 2160 m, è chiuso per il periodo dal 1 Giugno fino al 30 Settembre. Dopo un paio di minuti di mie imprecazioni decidiamo di salire comunque e poi vedremo il da farsi.   La strada non è impegnativa, ma io per la prima uscita e da solo per giunta, non volevo assolutamente rovinare il tutto lasciandomi prendere la mano e fare una c…a; costeggiamo la diga Enel sopra il paese e alcuni Km dopo raggiungiamo il rifugio scattando foto e ammirando il paesaggio che per chi lo conosce sa le emozioni che può regalare.


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Arriviamo al piazzale e parcheggiamo in mezzo a mezzi di ogni tipo … dalle 147 (amore miooo) ad un ex mezzo militare francese…



Passiamo un paio d’ore mangiando riposando e giocando… insomma pazzeggio, quando vediamo una macchina che scende dal ghiacciaio per venire a parcheggiare, 5 minuti dopo, vicino a noi… mah … mah  come è possibile ??? mi alzo e chiedo e comincio a darmi del cretino dentro di me, perché nel giramento di palle nel leggere il divieto non mi sono accorto che dalle 17 in poi si può salire al ghiacciaio. Che faccio non aspetto ??? naaaaaa.   Passano un paio di ore ed eccomi in macchina a salire per gli stretti tornanti rivivendo nella mente le aperture di manetta col mio DR Jebel… (sigh).



La strada non è assolutamente difficile e solo un paio di volte devo fare manovre al tornante ma più per mia eccessiva prudenza che per altro, ma il paesaggio è rimasto inalterato nel tempo… cielo inteso e limpido e ambiente “lunare”.    





la salita in se non è impossibile, ma meglio così, e mi permette di guardarmi attorno ed è di circa 11 Km e dura una 40 di minuti dopo di che, con mio grande rammarico, arriviamo dove una volta c’era il ghiacciaio e uno tra i laghi più alti di quelle montagne. Il cambiamento termico climatico ha eroso il ghiacciaio fino alla sua quasi scomparsa e ovviamente il lago si è trasformato in una pozza. Peccato, veramente, ma questo non ci limita nel godere del paesaggio stupendo.


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Si ritorna a valle





e a casa stanchi ma con in cuore, negli occhi  e nella digitale) dei fermi immagini bellissimi che rimarranno per molti altri anni, come per molto tempo rimarrà la polvere in macchina HAHAHAHAHAH .





Ciao JanSolo

 
>> bRAVo Experience (in pubblicazione...)
 




 

 


 

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14-10-2007